domenica 3 gennaio 2010

Kidzdream - I sogni dei bambini di Sergio Stagnitta





Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” (W. Shakespeare)

Ho scelto, come primo post del nostro blog, di raccontare un progetto molto particolare che mi è stato segnalato tramite Internet. Il progetto si chiama: “KidZdream: il mondo visto attraverso i sogni dei bambini”. Si tratta di una banca online dei sogni dei bambini, raccontati e disegnati dagli stessi bambini.
La bellezza, e l'ambizione, di questa idea sta nel fatto che il progetto prevede la raccolta dei sogni di bambini da tutte le parti del mondo, creando così un legame ed una condivisione di tutte le fantasie più profonde di bambini provenienti da zone molto distanti tra di loro. Kidzdream si fonda sul piacere del raccontare, raccontarsi, sul rievocare immagini oniriche e provare a trasmetterle e condividerle con gli altri.
Traggo alcune informazioni dal sito: http://www.kidzdream.org che raccoglie e pubblica tutto il materiale. Ecco come viene descritto il progetto:
Preparazione - Ai bimbi viene chiesto di concentrarsi sul sogno che ricordano meglio o preferiscono. Viene anche richiesto di pensare ai dettagli: i luoghi, i colori, le persone, ecc. Alla fine si propone loro di fare un disegno del sogno.
Dreamboxes - In modo molto semplice vengono realizzate delle riprese, tipo video box dei sogni. Camera fissa, spesso con dietro la lavagna. Risultato una serie di piccole interviste-racconto di 60-120 secondi. In esse i bambini con parole loro e con la propria gestualità raccontano il loro sogno: quello preferito, quello più pauroso o quello che ricordano meglio. Alla fine mostrano e spiegano le immagini del loro disegno.
Il sito - Il contenitore è un sito Web secondo il format Artefacta cioè composto solo di mappe e di piccoli film con i sogni dei bambini. Si parte da una mappa del mondo e si pongono degli indici nelle varie città dove i bambini hanno raccontato i loro sogni. Il processo si evolve fino ad avere in prospettiva moltissimi luoghi del mondo visti attraverso i sogni dei bimbi.
Lingue e sottotitoli - I sogni verranno sempre raccontati nella lingua madre perché non perdano di freschezza e spontaneità. È infatti essenziale che i bambini si sentano completamente a loro agio e possano raccontare il sogno nei loro modi: con le parole, le smorfie, gli ammiccamenti, i sorrisi e gli irripetibili movimenti delle mani e del corpo. Nel sito verranno quindi inseriti sottotitoli in varie lingue per rendere comprensibile a tutti il racconto, lasciando però inalterata la forza comunicativa originale.” (Dal sito: http://www.kidzdream.org).

Vorrei fare alcune considerazioni su questo progetto, ma soprattutto sull'idea generale, molto stimolante, di chiedere a dei bambini di raccontare i propri sogni.
La prima considerazione è legata al fatto che a mio avviso è sempre una bella idea quella di chiedere ai bambini di raccontare i propri sogni, io lo consiglierei a tutte le persone che stanno a contatto con bambini, soprattutto ai genitori e agli insegnanti. Immagino i genitori che al mattino, magari durante la colazione, chiedono ai loro figli di raccontare un sogno fatto la notte stessa, oppure a degli insegnanti che in classe chiedono agli alunni, magari come prima attività della giornata, di raccontare un sogno, chi vuole, senza forzature. Questa esperienza non solo permetterebbe ai bambini di rievocare il ricordo del sogno ma soprattutto di valorizzare, da parte degli adulti, questa esperienza onirica così ricca di immagini e di emozioni, valorizzare significa anche non averne paura, soprattutto quando i sogni sono in realtà degli incubi. Nello stesso tempo permetterebbe di creare un dialogo tra genitori e figli oppure tra insegnanti, alunni e compagni di classe, partendo da un'esperienza intima e profonda. Inoltre i bambini, soprattutto quelli più piccoli, quando raccontano un sogno aggiungono elementi di fantasia e chiedono ai genitori di aggiungere altri dettagli, così il singolo sogno diviene una storia corale raccontata utilizzando tutte le risorse che la nostra mente ha a disposizione: elementi pieni di fantasia e di pezzi di realtà, così come sono fatti i sogni e così come lo stesso W. Shakespeare ci indica quando afferma: “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”. Ricordandoci che il racconto del sogno è sempre una “co-costruzione” tra la persona che ha sognato e chi ascolta ed è quindi già in sé una forma di legame intimo.

La seconda considerazione riguarda l'idea di raccogliere e, soprattutto, custodire i sogni dei bambini di tutto il mondo in un banca on-line aperta a tutti.
Molte teorie psicologiche, soprattutto di stampo psicoanalitico, sostengono che l'inconscio è una modalità di comunicazione che trascende dagli elementi specifici di una singola cultura, è, quindi, uno strumento preziosissimo per comprendere gli esseri umani e le nostre logiche di comunicazione. I sogni, le fantasie, le paure, i desideri più profondi possono essere, quindi, una specie di grammatica di base della mente umana che può aiutarci a conoscerci meglio, più in profondità di come, sempre più spesso, facciamo noi adulti, ricorrendo, per mancanza di fantasia, alle immagini stereotipate che propongono i media a grande diffusione, prive, nella maggioranza dei casi, di qualsiasi forma di conoscenza e originalità. Affidare ai bambini il compito di svelarci questa forma di comunicazione è, a mio avviso, una grande risorsa per il presente, ma soprattutto per il nostro stesso futuro.

La terza, breve, riflessione riguarda il fatto che i sogni uniscono tra loro le persone, quindi possono contribuire ad una cultura meno nazionalistica e settorializzata di quella odierna, una cultura aperta a nuovi mondi, perché nel mondo dell'altro, soprattutto nei suoi sogni, possiamo rintracciare molti elementi comuni che molto spesso tendiamo a negare, a tutto vantaggio di ciò che è diverso e quindi per definizione “nemico”. Mentre il pensiero cosciente segue una razionalità legata alle proprie appartenenze sociali e culturali, il pensiero onirico, inconscio, segue una logica universale che appartiene a tutti gli esseri umani, è un pensiero basico, primitivo che se ben orientato può svelarci mondi possibili ancora inesplorati e forse per questo più originali ed efficaci.

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